LIFE NATURA2000

LA PROPAGAZIONE DELLE ORCHIDEE SELVATICHE

Ophrys apifera, una delle orchidee selvatiche moltiplicate in vitro e trapiantate nella aree ripristinate nell'ambito del Progetto Life Magredi Grasslands

Ophrys apifera, una delle orchidee selvatiche moltiplicate in vitro e trapiantate nella aree ripristinate nell'ambito del Progetto Life Magredi Grasslands

Nella pianura della nostra regione le orchidee selvatiche legate ai prati naturali erano molto più diffuse rispetto ad oggi.

Uno dei fattori che ne ha comportato la rarefazione è stato il passaggio da un'agricoltura estensiva, legata ad un economia di tipo familiare a quella odierna a carattere intensivo ed industriale. Tale modello è quello che si è imposto soprattutto a partire dall'ultimo Dopoguerra. Tutto ciò, se da una parte ha progressivamente ridotto la presenza delle orchidee contestualmente alla riduzione delle praterie, dall'altro, a causa dell'abbandono delle pratiche tradizionali di sfalcio, prelievo del legname e pascolo, ha favorito l'incespugliamento dei pochi prati stabili sopravvissuti.

La maggior parte delle orchidee selvatiche che ancora sopravvivono in pianura sono quelle legate alle torbiere, ai prati umidi e ai magredi.

Nell'ambito del Progetto Life è stato realizzato un progetto di ricerca sperimentale per individuare le tecniche di propagazione in vitro ed ambientamento in serra delle piantine appartenenti alle specie d'orchidee più caratteristiche delle praterie asciutte. La propagazione in vitro nonostante sia piuttosto difficoltosa attualmente è quella che offre le migliori probabilità di successo rispetto alle altre tecniche. Per questo è ci si è avvalsi di personale esperto per le attività di ricerca,  raccolta dei semi e per la successiva semina degli stessi su substrati sterili in ambienti condizionati. L'ambientamento delle piantine è stato effettuato nelle serre presenti nel vivaio gestito dal Servizio biodiversità. Le piantine prodotte potranno quindi essere trapiantate nelle praterie aride ripristinate. Tra le specie oggetto di sperimentazione: l'orchidea minore (Orchis morio), la manina rosa (Gymnadenia conopsea), il fior d'ape (Ophrys apifera), l'orchide cimicina (Anacamptis coriophora), l'orchidea tridentata (Orchis tridentata), l'orchidea militare (Orchis militaris), la platantera comune (Platanthera bifolia) e la serapide maggiore (Serapias vomeracea).

SINTESI DEI RISULTATI DELLA SPERIMENTAZIONE.

Il Progetto è stato sviluppato in collaborazione con la prof.ssa Elisabetta Sgarbi, dell'Università di Modena e Reggio Emilia.

Le piantine moltiplicate in vitro (per un numero complessivo di 871 esemplari) sono state consegnate al vivaio regionale suddivise in tre lotti dal settembre 2014, all'ottobre 2015.

Gli esemplari erano tutti dotati di  tubero ben formato e di un breve stelo portante delle foglioline.

La fase di ambientamento in serra come previsto è stata la più critica in quanto in natura, le orchidee spontanee instaurano una simbiosi con uno specifico fungo microscopico presente nel terreno (micorizza) che consente alla pianticella in via di sviluppo l'assorbimento delle sostanze nutritive altrimenti indisponibili a causa dello scarso apparato radicale di cui la stessa è dotata. I funghi specifici della simbiosi sono assenti nei terricci di coltura commerciali e questo fatto spiegherebbe le sensibili perdite di piantine nel corso della fase di ambientamento in serra. La percentuale di piantine che hanno superato questa fase è stata pari a circa il 10%, valore che potrebbe essere probabilmente migliorato riducendo gli apporti d'acqua di irrigazione. Le piantine che hanno superato la fase di ambientamento, sono state quindi trapiantate in pieno campo nel giugno del 2015, in un'area in ripristino interna alla ZSC Valle del Medio Tagliamento.

Al di là dei risultati strettamente numerici pare evidente che la messa a dimora dei tuberi di Orchidee dove la presenza del fungo simbionte è certa, ha favorito in modo significativo la loro sopravvivenza

La presente azione è stata coordinata dal dott. Lucio Taverna.

  1. INDRODUZIONE
  2. monitoraggi
  3. adozione dei 4 piani di gestione
  4. raccolta del seme
  5. ripristino incolti
  6. decespugliamento e disboscamento
  7. propagazione delle orchidee
  8. divulgazione
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