1. MAGREDI DEL CELLINA
  2. GRETO DEL TAGLIAMENTO
  3. VALLE DEL MEDIO TAGLIAMENTO
  4. CONFLUENZA TORRE MATISONE

IL SIC GRETO DEL TAGLIAMENTO - MINACCE E FATTORI DI DISTURBO

Uno dei fattori di pressione negativa del sito è legato alle attività di estrazione di ghiaia che comunque, nel corso dell'ultimo decennio, si sono notevolmente ridotte. Oltre a queste occorre aggiungere gli impianti per la lavorazione d'inerti connessi a tali attività posti al confine del sito. La realizzazione di alcuni pennelli a scopo idraulico e l'effettuazione di prelievi idrici a scopo irriguo inoltre stanno alla base di una parziale alterazione della naturale dinamica fluviale e della riduzione del deflusso idrico utile a garantire la conservazione in uno stato integro delle comunità biotiche associate a questo tratto fluviale. Tutto ciò sta portando a una lenta riduzione della complessità ecosistemica con consolidamento in alcune zone delle aree boscate a discapito delle praterie ma anche ad una riduzione delle superfici con libera divagazione delle acque. Anche se le modifiche di tipo idraulico e di gestione della vegetazione non sono di particolare portata rispetto a molti altri ambiti fluviali, la sinergia con l'ingresso di vegetazione infestante di origine alloctona come Amorpha fruticosa sta portando ad una accelerazione del degrado con perdita della diversità ecologica e dell'equilibrio dinamico tra aree fluviali, aree boscate e prateria magra. L'invasione dell'alveo da parte dell'amorfa, attualmente rappresenta quindi il fattore più critico per la sopravvivenza dei magredi lungo questo tratto fluviale. Questa vegetazione arbustiva tende a chiudere progressivamente le superfici ricoperte dalle formazioni erbose secche (habitat 62A0) avvantaggiandosi peraltro dell'azione delle piene per disperdersi e diffondersi. Questa pianta dimostra una capacità di attecchire ed affermarsi superiore a quello delle specie autoctone a simile ecologia come il salice di ripa (Salix eleagnos), il salice bianco (Salix alba) o il pioppo nero (Populus nigra).

L'esercizio del pascolo intensivo o, al contrario, il suo totale abbandono stanno generando problematiche di segno diametralmente opposto. Da una parte, se il pascolo viene svolto nei periodi sbagliati aumentano in modo esponenziale i rischi di distruzione e disturbo delle covate nei periodi di riproduzione di molte specie tutelate dalla Direttiva "Uccelli". Analogamente un carico eccessivo del bestiame al pascolo determina l'alterazione degli habitat magredili per eccesso di calpestio e di deiezioni. Al contrario la mancata azione di brucatura da parte del bestiame, unitamente all'abbandono delle pratiche tradizionali dello sfalcio e del prelievo del legname, conducono all'imboschimento e alla progressiva chiusura delle superficie aperte di tipo steppico.

Bisogna inoltre menzionare la pressione connessa alla presenza dell'attività agricola intensiva dentro ed immediatamente a ridosso del sito. Anche la frequentazione per scopi balneari costituisce un elemento di disturbo, principalmente a carico della fauna nidificazione, soprattutto nel periodo estivo e, in particolare, nelle giornate domenicali; per non parlare degli accessi con mezzi a motore o addirittura dei transiti e delle attività con veicoli fuoristrada comunque vietati dalla legge regionale n. 7 del 2008 che ha introdotto le prime Misure generali di Conservazione per i SIC della Rete Natura 2000 nella nostra Regione.

Regione FVG
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