LIFE NATURA2000

LE AZIONI DEL PROGETTO
RIPRISTINO DI PRATERIE ASCIUTTE SU TERRENI AGRICOLI INCOLTI

Il ripristino a magredo delle aree agricole abbandonate è necessario per ripristinare ed ampliare la superficie degli habitat tutelati ma anche perché gli incolti fungono da fonte di "inoculo" di specie ruderali, avventizie ed infestanti quasi sempre di origine alloctona (Senecio inaequidens, Solidago canadensis, Erigeron annuus, Sorghum halepense, ecc). Tali specie si sono dimostrate in grado di penetrare anche nelle praterie asciutte circostanti.

Il processo di ricostruzione dei magredi risulta molto lento in quanto le aree manomesse presentano un suolo alterato rispetto alle condizioni originarie che permettevano la presenza delle praterie aride. Allo stato attuale si riscontra un eccesso di nutrienti e altri residui colturali, nonché la cospicua proliferazione di infestanti che possono persistere anche per alcune decine di anni prima di lasciar spazio alle componenti autoctone. Molte delle specie magredili anche quando tentano di attecchire nelle aree degradate si trovano in condizioni di distribuzione frammentata e presentano scarse capacità di affermazione.

Quindi l'intervento di ripristino, che serve ad accelerare i processi di naturale ricolonizzazione, in linea di massima, prevede i seguenti steps.

  • sfalcio, imballo ed allontanamento del materiale organico;
  • eventuale diserbo con prodotto non residuale (che non lascia residui chimici nel terreno) nelle dosi necessarie per l'eliminazione della vegetazione ruderale;
  • ove necessario aratura con rivoltamento della zolla, erpicatura per l'asporto dei rizomi ancora presenti;
  • dopo un riposo del terreno necessario alla ricostituzione della flora batterica, si esegue la preparazione del letto di semina mediante lavorazione con fresa o simile;
  • semina a spaglio della semente autoctona grezza (ottenuta tramite mietitrebbiatura) con spandiconcime appositamente modificato e infine si procede alla semina con seminatrice meccanica di un miscuglio transitorio (nurse crop) di cultivar di graminacee di taglia ridotta fortemente concorrenziali rispetto alle specie ruderali;
  • nella stagione seguente si eseguono 2 o 3 sfalci per il contenimento delle eventuali infestanti e per la gestione del prato;
  • si esegue quindi un eventuale diserbo localizzato e risemina meccanica sulla superficie diserbata, con utilizzo di terriccio misto a sabbia;
  • sulla base delle esperienze pregresse, è possibile che si renda necessario un ultimo diserbo a base di principio graminicida selettivo per l'eliminazione di alcune delle infestanti avventizie più insidiose e persistenti (Sorghum halepense, Setaria pumila, S viridis, Echinochloa crus-galli, ecc.) altrimenti in grado di mettere a rischio l'intera operazione e prolungare sine die i tempi di ripristino dell'habitat;
  • eventuale trapianto di specie rare ed autoctone coltivate in vivaio.

L'obiettivo progettuale attualmente si prefigge di ripristinare mediante il recupero di superfici agricole coltivate, abbandonate 101 ettari di magredo nella ZSC "Magredi del Cellina",  6,2 ettari , nella ZSC "Valle del medio Tagliamento", 12 ettari nella ZCS "Confluenza dei fiumi Torre e Natisone, 43 ettari nella ZSC "Greto del Tagliamento".

  1. INDRODUZIONE
  2. monitoraggi
  3. adozione dei 4 piani di gestione
  4. raccolta del seme
  5. ripristino incolti
  6. decespugliamento e disboscamento
  7. propagazione delle orchidee
  8. divulgazione
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