LIFE NATURA2000

LE AZIONI DEL PROGETTO
PROPAGAZIONE DELLE ORCHIDEE

Nella pianura della nostra regione le orchidee selvatiche legate ai prati naturali erano molto più diffuse rispetto ad oggi.

Uno dei fattori che ne ha comportato la rarefazione è stato il passaggio da un'agricoltura estensiva, legata ad un economia di tipo familiare a quella odierna a carattere intensivo ed industriale. Tale modello è quello che si è imposto soprattutto a partire dall'ultimo Dopoguerra. Tutto ciò, se da una parte ha progressivamente ridotto la presenza delle orchidee contestualmente alla riduzione delle praterie, dall'altro, a causa dell'abbandono delle pratiche tradizionali di sfalcio, prelievo del legname e pascolo, ha favorito l'incespugliamento dei pochi prati stabili sopravvissuti.

La maggior parte delle orchidee selvatiche che ancora sopravvivono in pianura sono quelle legate alle torbiere, ai prati umidi e ai magredi.

Nell'ambito del Progetto Life si prevede di avviare una ricerca sperimentale per individuare le tecniche di propagazione in vitro ed ambientamento in serra delle piantine d'orchidee appartenenti a specie caratteristiche delle praterie asciutte. La propagazione in vitro attualmente offre migliori probabilità di successo rispetto alle altre tecniche. Per questo è opportuno avvalersi di personale esperto per le attività di ricerca, di raccolta dei semi e per la semina su substrati sterili in ambienti condizionati. L'ambientamento delle piantine potrà essere invece effettuato nelle serre presenti nel vivaio gestito dal Servizio regionale con competenza in materia di biodiversità. Le piantine prodotte potranno quindi essere trapiantate nelle praterie aride ripristinate. Tra le specie oggetto di sperimentazione si ricordano a titolo d'esempio: l'orchidea minore (Orchis morio), la manina rosa (Gymnadenia conopsea), il fior d'ape (Ophrys apifera), l'orchide cimicina (Ophrys coriophora), l'orchidea tridentata (Orchis tridentata), l'orchidea militare (Orchis militaris), la platantera comune (Platanthera bifolia) e la serapide maggiore (Serapias vomeracea).


SINTESI DEI PRIMI RISULTATI DELLA SPERIMENTAZIONE.

Dai 412 tuberi di orchidee risultati della semina su substrato artificiale dei semi raccolti in natura nel 2013, nel corso della primavera 2015, sono emersi i primi germogli sopravvissuti a questa delicata fase colturale. Per i risultati finali di tale attività si dovrà attendere la conclusione del Progetto Life.

Un'altra fase della sperimentazione condotta in collaborazione con l?Università di Modena-Reggio Emilia, riguarda invece il trasferimento in campo degli esemplari di orchidee prodotti in vitro. Al di là dei risultati strettamente numerici pare evidente che la messa a dimora dei tuberi di Serapias vomeracea in un?area dove la presenza del fungo simbionte è certa, abbia favorito in modo significativo la loro sopravvivenza. Infatti su 14 piantine messe a dimora sono state individuate 8 piantine, tutte in buono stato di salute e con scapo fiorifero. Per quanto riguarda invece il risultato dei trasferimenti effettuati nei ripristini (32 piante di Anacamptis coriophora, 11 piante di Gymnadenia conopsea, 2 piante di Serapias vomeracea) risulta difficile pronunciarsi con sicurezza, ma a quanto pare fino ad ora, il numero delle piantine sopravvissuto è nullo oppure molto basso. Tale risultato può derivare dalla difficoltà dell?instaurarsi della simbiosi micorizzica nei suoli rimaneggiati di recente e appartenenti ad ex coltivi. A questo fattore si aggiunge l?azione dei cinghiali che attratti probabilmente dall?odore del terriccio non hanno esitato ad alimentarsi dei tuberi.

  1. INDRODUZIONE
  2. monitoraggi
  3. adozione dei 4 piani di gestione
  4. raccolta del seme
  5. ripristino incolti
  6. decespugliamento e disboscamento
  7. propagazione delle orchidee
  8. divulgazione
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