1. MAGREDI DEL CELLINA
  2. GRETO DEL TAGLIAMENTO
  3. VALLE DEL MEDIO TAGLIAMENTO
  4. CONFLUENZA TORRE MATISONE

IL SIC GRETO DEL TAGLIAMENTO

SUPERFICIE

2.719 ha

 

CARATTERISTICHE DELL'AREA

Il SIC Greto del Tagliamento include un'ampia porzione del corso medio del Tagliamento tra la stretta di Pinzanoe il ponte di Dignano per un tratto di 11 km.
L'area è collocata in una posizione del tutto particolare dell'alta pianura friulana. Il corso del Tagliamento nel suo sviluppo longitudinale rappresenta infatti un corridoio di collegamento fra diverse aree della regione: a Nord Ovest le Dolomiti friulane, a Nord-Est le Alpi e le Prealpi Giulie, a sud l'alto Adriatico. Inoltre, nel tratto dell'alta pianura dove si trova il sito, spostandosi a distanza di soli 20 km, ci si imbatte nei più grandi alvei fluviali ghiaiosi della regione: quelli del Cellina-Meduna e appunto del Tagliamento: questo ampio territorio  nel suo complesso raggruppa quindi le più ampie superfici a magredo dell'intero Friuli Venezia Giulia.
All'interno del Sito si può apprezzare in pieno la bellezza del Tagliamento coi sui habitat d'alveo e perifluviali  ed è anche più facile comprendere il perché sia considerato uno dei fiumi alpini meglio conservati  d'Europa. Infatti il suo andamento a «bracci intrecciati» è pressoché naturale ed integro e sostanzialmente privo di sbarramenti o grandi opere idrauliche.

La fascia a sud dell'area collinare e pedemontana si caratterizza proprio per la presenza degli ampi letti dei corsi d'acqua che. grazie alla loro dinamica fluviale naturale, fungono da nastri trasportatori consentendo la migrazione di elementi alpini verso la pianura.
Il Tagliamento, fra tutti, è considerato l'ultimo fiume ancora presente in Europa caratterizzato da un ampio corso a bracci intrecciati ad andamento pressoché del tutto naturale ed integro perché privo di significativi sbarramenti o opere idrauliche di regolazione del flusso.
Un buona porzione del sito è occupata dall'alveo attivo del fiume, mentre le aree golenali (superfici interessate solo saltuariamente dalla dinamica fluviale) soprattutto in corrispondenza dell'ampia sponda destra, hanno consentito un utilizzo agricolo e sono divenute sede di sporadici insediamenti abitativi esterni al SIC.
Nella parte mediana del sito, l'alveo e le golene, raggiungono la considerevole larghezza di circa 3 km. La Stretta di Pinzano, un'incisione che s'insinua fra gli ultimi rilievi delle Prealpi a Ovest e il Colle di Ragogna a Est, costituisce l'ultima soglia morfologica prima dello sbocco del Tagliamento verso la pianura.
La presenza dell'anfiteatro morenico, formatosi alla fine della glaciazione würmiana come lascito detritico del ghiacciaio Tilaventino, costringe le acque del fiume a incanalarsi e ad emergere tra Pinzano e Ragogna, mentre a monte e a valle sussistono significativi materassi ghiaiosi di origine sedimentaria.
Questi materiali alluvionali grossolani essendo estremamente permeabili stanno all'origine delle caratteristiche di aridità del terreno. Ciò determina la mancanza d'idrografia superficiale e il riassorbimento delle acque all'interno dello strato di ciottoli e ghiaia già a partire da pochi chilometri più a valle della stretta.
La Piana di Osoppo a monte di Pinzano e l'area a valle della Stretta, presentano invece una particolare ricchezza di acque superficiali che, anche grazie ai continui e repentini cambiamenti di portata, plasmano e rimaneggiano costantemente l'ampio letto fluviale. Qui il Tagliamento scorre su un alveo posto ad una quota inferiore di circa 40 metri rispetto alla pianura circostante, all'interno di due ripide scarpate.
In questa parte del Tagliamento confluiscono alcuni rii e rogge di scarso peso idraulico mentre sulla sponda sinistra scorre la roggia di Sant'Odorico. La conformazione naturale a bracci intrecciati del fiume determina la continua formazione e la scomparsa di isolotti con vegetazione pioniera che può consolidarsi fino a formare piccoli boschi a seconda dei tempi di successione delle piene. Una simile condizione di naturalità è divenuta ormai più unica che rara, non solo in ambito nazionale ma anche continentale, tanto che la dinamica fluviale di questo tratto del Tagliamento e di quello chi vi sta a monte, viene studiato in tutta Europa come modello di riferimento per gli ecosistemi naturali fluviali a carattere alpino e per gli interventi di rinaturalizzazione di altri corsi d'acqua europei.

 

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