LIFE NATURA2000

LE AZIONI DEL PROGETTO
DECESPUGLIAMENTO E DISBOSCAMENTO

 

RIPRISTINO DI PRATERIE COLONIZZATE DA AMORPHA FRUTICOSA

Sulle superfici di terreno che solo in parte sono soggetti all'azione delle piene soprattutto sui suoli ghiaiosi con presenza di lenti di materiali più fini (sabbie e limi), la vegetazione di prato magro è stata invasa dall'arbusto alloctono Amorpha fruticosa. Si tratta di una specie particolarmente aggressiva nelle zone golenali che prolifera velocemente tramite seme e polloni fino a ricoprire completamente il terreno.

Nelle aree in cui è previsto il decespugliamento e controllo di questa specie si procede al taglio degli individui con motosega o decespugliatore a lama, alla triturazione degli stessi con cippatore montato su trattore. A tali operazioni seguono l'asporto del materiale cippato (per evitare l'apporto di sostanza organica sulla superficie dei prati magri) e la triturazione delle ceppaie rimaste sul terreno. In genere vengono rilasciati gli esemplari notevoli di arbusti autoctoni di ginepro (Juniperus communis) e olivello spinoso (Hippophae rhamnoides) essendo questi una componente caratteristica del paesaggio magredile poco evoluto (soprattutto nei 2 SIC lungo il Tagliamento). Ove le irregolarità delle superfici golenali, caratterizzate da depositi alluvionali recenti, lo consentono, per i primi trattamenti di decespugliamento si utilizza l'attrezzatura radibosco (trincia forestale) portata su trattore. Per i successivi passaggi operati sui ricacci si usa invece il trinciasarmenti.
Una parte delle aree trattate, come già detto, risulta lavorabile soltanto con mezzi manuali come decespugliatori e motoseghe.
Gli interventi di taglio e triturazione dei ricacci legnosi, si eseguono nelle stagioni vegetative successive, al primo grosso intervento di decespugliamento. Essi debbono essere svolti in periodo tardo-estivo, prima della traslocazione nell'apparato radicale delle sostanze di riserva prodotte nell'arco della stagione. Questo intervento è fondamentale per deprimere l'elevatissima facoltà pollonifera dell'amorfa e migliorare le condizioni di falciabilità delle praterie per il mantenimento delle stesse.

RIPRISTINO DI PRATERIE ASCIUTTE MEDIANTE
DECESPUGLIAMENTO E TAGLIO DI BOSCAGLIE

L'infeltrimento (compattamento) e la degradazione del cotico erboso a causa dell'ingresso delle specie arbustive e del successivo graduale imboschimento (processo di nemoralizzazione) costituiscono una delle principali minacce all'esistenza dei magredi. Tali processi sono favoriti da vari fattori.
Oltre che ad opera delle piante di origine esotica l'incespugliamento e l'imboschimento avvengono a causa del naturale espandersi di componenti arboree ed arbustive autoctone fra cui:

In tutti questi casi la maggior copertura causata dalla presenza di diverse specie arboree ed arbustive sia di carattere alloctono che non, determina una veloce distruzione del cotico erbaceo, che già dopo pochi anni comincia a deteriorarsi.

Nelle aree in cui è prevista l'azione di sgombero della copertura arbustiva e forestale si procede in maniera del tutto analoga a quanto esposto a proposito del decespugliamento delle aree infestate da amorfa.

Anche in questo caso liberando le superfici dalla vegetazione arbustiva ed arborea è comunque previsto il rilascio di esemplari notevoli di pioppo nero, ginepro, pino nero e macchie di cespugli. In tal modo viene ricreato il naturale paesaggio steppico dei magredi dominato dalle praterie aride e qua e là da qualche rado albero ed arbusto incrementando la varietà biologica legata ai microhabitat. I cespugli inseriti nel paesaggio dei prati magri contribuiscono a sostenere la presenza di molti uccelli tipici degli ambienti aperti (es: strillozzo, culbianco, stiaccino, succiacapre, averla, upupa) e lepidotteri (farfalle). A seconda dei casi le varie specie usano gli arbusti come posatoio, punto di osservazione, riparo, nutrimento (per alcune larve di farfalle ad esempio la presenza di alcuni arbusti diviene una fonte essenziale di sostentamento).

 

  1. INDRODUZIONE
  2. monitoraggi
  3. adozione dei 4 piani di gestione
  4. raccolta del seme
  5. ripristino incolti
  6. decespugliamento e disboscamento
  7. propagazione delle orchidee
  8. divulgazione
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