LIFE NATURA2000

STATO DI AVANZAMENTO DEL PROGETTO

RIPRISTINO DI MAGREDI PARTIRE DA TERRENI AGRICOLI ED EX COLTIVI

Il primo intervento di ripristino dei magredi a partire da un'area coltivata è stato svolto presso il Comune di Osoppo, su una superficie di circa 6 ettari nella ZSC Valle del Medio Tagliamento.
Dalla fine del 2012 è iniziato il recupero di circa 34 ettari presso l'area del Dandolo nella ZSC Magredi del Cellina per poi proseguire, nella medesima area, con altri 75 ettari, per una superficie complessiva di ripristino pari a 101 ettari nel solo Comune di Maniago.
Ulteriori 12 ettari sono stati poi recuperati a partire da un incolto abbandonato situato nella ZSC Confluenza dei fiumi Torre e Natisone.
A partire dal 2015, sono state apportate alcune migliorie al Progetto. Fra queste quella di estendere le superfici di ripristino ottenute mediante il ricorso a questa specifica azione (riqualificazione a magredo di aree coltivate) fino ad un massimo di 161 ha. Tale scelta d'indirizzo rappresenta un valore aggiunto perché consente di incrementare la superficie di un habitat d'interesse comunitario come quello delle praterie magre a spese di terreni altrimenti coltivati a mais e soia. La consegna dei terreni del Demanio idrico regionale su cui sono scadute le concessioni agricole è avvenuta nel corso del 2015 affinché il Servizio tutela del paesaggio e biodiversità provvedesse alla loro trasformazione a magredo.
Su alcune superfici occupate da incolti abbandonati come quelle del Dandolo, la Regione prima di procedere alle successive fasi di recupero vero e proprio, ha dovuto procedere al taglio di rovi, alberi e arbusti con un ingente sforzo operativo ed impegno di risorse dal momento che buona parte di queste aree si era nel frattempo incespugliata e parzialmente imboschita. In seguito si è operato in maniera molto intensa con frequenti interventi di sfalcio ed allontanamento della biomassa al fine di favorire il ritorno alle originali condizioni di "povertà" ed aridità del terreno. Mediamente sono stati effettuati tre sfalci annuali praticati a partire dall'inizio dell'estate fino all'autunno in modo da anticipare la fioritura delle specie ruderali ed avventizie a ciclo tardo estivo consentendo invece alle più precoci specie magredili di rilasciare il seme. Sempre sul Dandolo di Maniago dopo il decespugliamento si è reso evidente un naturale processo di ricolonizzazione da parte delle specie dei prati magri. Probabilmente dopo essere state liberate dal manto arbustivo ed arboreo, sui suoli trattati non più soggetti all'ombreggiamento e al rilascio delle spoglie vegetali, ma piuttosto all'esposizione al sole, al dilavamento e all'allontanamento dei nutrienti da parte della pioggia, si è attivata la germinazione delle specie native ancora presenti nella "banca del seme del terreno". Tale tendenza già in atto ha suggerito di sostituire gli interventi di aratura e diserbo, inizialmente previsti dal progetto, con più proficui e meno dispendiosi interventi di sfalcio, allontanamento della biomassa ed incremento delle specie dei prati aridi mediante trasemine di fiorume. Tale scelta risulta la migliore anche in termini di ecosostenibilità perché sostituisce le minime lavorazioni (minimum tillage) agli interventi più energivori ed impattati da un punto di vista ambientale.
Nel Greto del Tagliamento invece prima di procedere con la semina del prato, su alcune superfici abbandonate e infestate da specie ruderali ed avventizie (prevalentemente Artemisia vulgaris e Sorghum halepense) si provveduto in via sperimentale alla semina preventiva di loietto (Lolium multiflorum) e sorgo da foraggio al fine di impiegarle come specie preparatrici con lo scopo di riequilibrare l'eccesso di nutrienti del suolo e ripulirlo dalle infestanti prima di procedere al ripristino vero e proprio.
Su alcune delle aree ripristinate successivamente si è proceduto con il trapianto di esemplari di specie rare ed autoctone provenienti dal vivaio di Palazzolo dello Stella che ha prodotto in tutto circa 60.000 piantine.


Gennaio 2013 - interventi di decespugliamento su un incolto presso il Dandolo di Maniago

Gennaio 2013 - interventi di decespugliamento su un incolto presso il Dandolo di Maniago

Esito degli interventi di ripristino su 100 ettari del Dandolo: graduale passaggio da incolto incespugliato (fine 2012) a prateria con copiosa fioritura di orchidee (maggio 2016)

Esito degli interventi di ripristino su 100 ettari del Dandolo: graduale passaggio da incolto incespugliato (fine 2012) a prateria con copiosa fioritura di orchidee (maggio 2016)

Preparazione del letto di semina a Spilimbergo su una area coltivata per essere trasformata in prateria arida: aratura, erpicatura, rullatura e semina con spandiconcime

Preparazione del letto di semina a Spilimbergo su una area coltivata per essere trasformata in prateria arida: aratura, erpicatura, rullatura e semina con spandiconcime

Raccolta di loiessa a Spilimbergo. La semina di una graminacea prima della conversione definitiva in prato magro è una tecnica utilizzata e per valutare la capacità di controllo sulle specie ruderali ed infestanti

Raccolta di loiessa a Spilimbergo. La semina di una graminacea prima della conversione definitiva in prato magro è una tecnica utilizzata e per valutare la capacità di controllo sulle specie ruderali ed infestanti

STATO DI AVANZAMENTO DEL PROGETTO

Stato di avanzamento dei lavori dell'azione C3 (maggio 2018)

Stato di avanzamento dei lavori dell'azione C3 (maggio 2018)

  1. INDRODUZIONE
  2. raccolta del seme
  3. ripristino incolti
  4. decespugliamento e disboscamento
  5. divulgazione
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